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Curato dal filosofo Mauro Cascio torna in libreria “Il Sacrificio di Hegel” di Joseph Cohen

Di Cora Craus –

Curato dal filosofo Mauro Cascio torna in libreria dal 25 aprile “Il Sacrificio di Hegel” di Joseph Cohen (ed. Mimesis – pag.214 – €22) Il libro ha la prestigiosa prefazione di Gérard Bensussan.

 “E se il pensiero di Hegel contenesse una sfida più radicale di quanto crediamo?  – Si chiede l’aiutore, il curatore e tutta la società filosofica – Un’opera che rilegge il sacrificio cristiano in chiave filosofica, scuotendo le fondamenta della dialettica (e leggendo su basi solide le questioni religiose, spesso umiliate da una teologia non più adeguata). Un libro che agita, interroga, ribalta. La filosofia con Joseph Cohen torna ad essere grande”.

Mauro Cascio, uno tra i più apprezzati studiosi di Hegel cui ha dedicato, qualche mese fa, il suo ultimo lavoro: “Il fulmine della soggettività – Attraversamenti hegeliani dall’infinita periferia” e si occupa attivamente di Consulenza Filosofica (SUCF –PRAGMA) e ha all’attivo un lavoro di oltre 80 pubblicazioni tra imponenti saggi filosofici, romanzi e divertissement letterari filosofici.

In anteprima la quarta di copertina che riporta un brano della prefazione di Gérard Bensussan: “È nel cuore del movimento del destino tragico che si rivela l'”alba” del cristianesimo, la sua possibilità e il suo divenire, la sua condizione e il suo futuro. E questo movimento non può e non deve essere del tutto estraneo alla bella totalità greca. Infatti, secondo Hegel, non si può dire che ci sia stata una “nascita” del cristianesimo. Il cristianesimo è sempre stato in divenire, ed è nel e attraverso il suo divenire che diventa. Tale è la forza della sua eventualità. Il cristianesimo non è un fulmine a ciel sereno che cambia tutto. Al contrario, il suo evento, ciò che rende il cristianesimo l’unico evento autentico, è che quando accade, riconosciamo che, in realtà, c’è sempre stato. Ma come è possibile? Come comprendere la “doppiezza” insita nel cristianesimo, cioè il fatto che esso sia giunto alla filosofia come una rivelazione, ma, allo stesso tempo e simultaneamente, il fatto che questa rivelazione fosse già da sempre a fondamento onto-teo-teleo-logico del filosofare? La risposta di Hegel è che l’identità filosofico-cristiana è sempre già alla prova del proprio auto-spostamento. E c’è qualcosa di unico in questo che non può essere estraneo alla questione della Storia”.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista